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Mi tocca ancora parlare delle incontinenze del Sindaco e quelle dell’altro, del cantastorie senza chitarra Sgarbi. Lo faccio controvoglia, malamente. Perché la loro raffigurazione rappresenta per me il ripetersi continuo della narrazione di una empietà mentre per Urbino, il contrappunto grossolano ed aspro di una illogicità stancante, che grava ormai da troppo tempo sulla Città.


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Per non farsi mancare proprio nulla il sindaco Gambini non ha rispettato nemmeno il riposo domenicale per tormentarci, instancabile, con la sua politica degli annunci, l’esaltazione di Sgarbi come un titano del turismo urbinate ed alcune “passerelle” con Tajani, Foschi e l’assessore-consorte Aguzzi, il fresco di nomina presidente dell’AMI Laura Ottaviani (che colleziona un altro incarico dopo quello in Regione nell’assessorato di Aguzzi) e niente di meno che lo stato maggiore dell’UDC.


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Leggo finalmente qualche voce critica sulla situazione di degrado della città fuori dal cono d’ombra di una comunicazione, a parte qualche eccezione, in cui tutto quello che riguarda l’Amministrazione comunale produce una narrazione da fenomeno mistico mentre il sindaco e il suo stato maggiore non fanno un pli, in balìa del demone della propaganda e di un “fare” slegato dalla progettualità - quella vera, che richiede studio, applicazione e coraggio.


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Urbino, è stata il mio primo amore. Immaturo, alle soglie dell’adolescenza. In una adesione fuori dall’idea tradizionale della coppia. Spontaneo ed inconsapevole, come le virtù dell’infanzia. Un amore che a tratti, ancora insiste nella memoria di pomeriggi d’estate, scritti con segni rotondi, luminosi, chiari ed impazienti. Vissuti nei vicoli, tra panni stesi al sole, come superbo inno alla miseria. Dove tuttavia addizionavo educazioni. Dove leggevo il mio primo libro.



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Con la mostra Luciano Ventrone. Il pittore dell’iperbole a cura di Vittorio Sgarbi, dal 16 maggio presso le sale del Castellare di Palazzo Ducale, la città di Urbino apre la stagione culturale 2021. L’inaugurazione si è tenuta sabato 15 maggio alla presenza delle autorità e della moglie dell’artista recentemente scomparso, Miranda Gibilisco Ventrone. La mostra sarà visitabile fino al 27 giugno